Pubblicato nel n. 3\2025
Lo scritto è stato sottoposto, in forma anonima a blind peer review
Abstract. Nel seguente contributo, premesse alcune notazioni definitorie relativamente ai concetti di bonifica, ripristino ambientale e messa in sicurezza, vengono analizzate le funzioni svolte dalla riparazione del danno ambientale in una prospettiva premiale e, successivamente, in una prospettiva sanzionatoria. Nell’ambito della prospettiva premiale, si esaminano le diverse circostanze attenuanti e l’esclusione della confisca, forme di premialità per il “ravvedimento operoso” previste dalla normativa, affrontando i problemi che esse pongono (tra le maggiori criticità, lo scarso raccordo tra responsabilità delle persone fisiche e degli enti ex d.lgs. n. 231/2001) ed indicando alcune possibili soluzioni al riguardo, de iure condendo (preferibilmente) e de iure condito. L’articolo si conclude con una riflessione sul ruolo svolto dal ripristino ambientale, in prospettiva sanzionatoria, come ordine imposto dal giudice con sentenza di condanna o di patteggiamento. Si indicano le ragioni per cui anche tale sviluppo “parallelo” del modello del ripristino-sanzione, al netto di qualche disallineamento e criticità (riscontrabili specialmente in tema di responsabilità degli enti collettivi), appare in linea di massima valutabile positivamente. In merito al dubbio se le sanzioni ripristinatorie abbiano natura amministrativa o penale, si risponde nel primo senso, e si adducono diversi possibili argomenti a sostegno di tale tesi. Le sanzioni di natura ripristinatoria non appaiono da sole in grado di realizzare le finalità preventive-dissuasive e retributive tipiche delle sanzioni penali, ma possono svolgere un utile ruolo integrativo.
Abstract. In the following paper, after providing some definitions of the concepts of remediation, environmental restoration and safety measures, the functions performed by the reparation of environmental damage are analysed from a reward perspective and, subsequently, from a punitive perspective. From a reward perspective, the various mitigating circumstances and the exclusion of confiscation, forms of reward provided for by law, are examined, addressing the problems they pose (among the most critical issues, the lack of connection between the liability of natural persons and entities under Legislative Decree No. 231/2001) and indicating some possible solutions in this regard, de iure condendo (preferably) and de iure condito. The article concludes with a reflection on the role played by environmental restoration, from a punitive perspective, as an order imposed by the judge in a conviction or plea bargain. The reasons are given why this “parallel” development of the restoration-sanction model, net of some misalignments and critical issues (particularly in relation to the liability of collective entities), appears to be generally positive. With regard to the question of whether restoration sanctions are administrative or criminal in nature, the answer is the former, and several possible arguments are put forward in support of this thesis. Restorative sanctions alone do not appear to be capable of achieving the preventive, dissuasive and retributive purposes typical of criminal sanctions, but they can play a useful complementary role.
Parole chiave: ripristino ambientale, bonifica, ravvedimento operoso, sanzione.
Key words: environmental remediation, restoration, reward, penalty
